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giovedì 19 settembre 2013

Attenzione ai nuovi metodi italiani per ottenere uno sconto su fattura - parte 2°

Alcuni giorni fa  avevo accennato due esempi di come attualmente in Italia si tenti, in tutti i modi, di non onorare i propri impegni, palesando scuse che non hanno alcun reale fondamento. La crisi, questo termine ormai “vuoto” viene utilizzato e "riempito" di molte menzogne. Accade purtroppo che le aziende chiudano, anche dopo alcuni dolorosi semestri di cassaintegrazione, e che il titolare abbia fatto tutto il possibile per salvaguardare la propria attività, ma sempre più spesso la crisi è sinonimo di inganno e di ricatto verso le aziende oneste e "sane" che attendono di essere pagate, dopo aver fornito servizi (di traduzione nel nostro caso) o prodotti di qualità.

Ritorniamo dunque all’esempio ‘Vi paghiamo la fattura al 50% perché siamo in crisi e stiamo per chiudere bottega’. La vicenda prosegue con interessanti sfumature. L’avvocato che tutela la società debitrice, sotto pressante richiesta dell’agenzia di traduzioni, invia un documento riservato, un ‘Verbale di Assemblea Ordinaria’ che nell’ordine del giorno, oltre a diversi argomenti include il punto 'chiave' : Cessione attività produttiva presso un’unità operativa dell’azienda XXXX.

A prima vista il fallimento della SPA sembra reale, ma in realtà, leggendo pure sommariamente il documento si evince che  sta chiudendo solo un’unità produttiva del gruppo per trasferirne la produzione in paesi extraCEE, non la società che ha ordinato! La sede operativa rimane – l’azienda vuole unicamente scaricarsi dell’onere (o almeno di una parte di esso)  di un servizio di traduzione ricevuto dall'estero, sfruttando un piano di ristrurrazione aziendale. Importante sottolineare che la fattura in questione era stata indirizzata alla società non in liquidazione, ma a quella società madre che rimane attiva ed ha piuttosto come obiettivo di delocalizzare la sua catena produttiva. 
L’agenzia di traduzione è dunque obbligata a ‘ingoiare l’amara pillola’ di uno sconto forzato, anche perché è cosciente che un ricorso in giustizia – che in soldoni solo per l’ingiunzione di pagamento europeo (1), eseguita da una società di recupero crediti italiana corrisponde a almeno 600 euro iva esclusa - gli costerebbe quasi quanto lo ‘sconto’ forzatamente accordato, con la differenza che il pagamento del cliente, seguendo le vie legali a disposizione in Europa tra stati membri, non sarebbe neanche garantito.
Messo ‘le spalle al muro’ e a suo malgrado, il diretto dell’agenzia di traduzione decide dunque di cedere all’indiretto ricatto e accetta la via dell’atto di transazione le cui frasi principali si riassumono a quanto segue:

‘E’ interesse delle parti attraverso il presente accordo, transigere definitivamente ogni controversia  anche potenziale con il pagamento del 50% dell’importo nominale.... Con l’esatto adempimento di quanto sopra, le parti non avranno nulla piu’ reciprocamente a che pretendere per qualsivoglia titolo, ragione e/o causa inerente al rapporto pregresso sopra menzionato.....’
Parole che pesano non dico come macigni, ma che rivelano tutto l’inganno legalizzato che ci sta dietro. All’agenzia di traduzione non resta altro che incassare la metà della somma pattuita, perdendo nettamente denaro su questo lavoro in quanto il traduttore che lo ha realizzato è stato remunerato pienamente e che il margine applicato(2) non è certo pari al 50%...e poi emettere una nota di credito per differenza a chiusura della partita contabile....
L’avvocato , che ha dato una patina di legalità a tutta questa manfrina conclude il contenzioso inviando un’ultima laconica email: ‘ qui allegato trasmetto atto di transazione sottoscritto dal legale rapp.te di XXXXX alla copia della contabile relativa al bonifico eseguito dalla mia assistita.
Pertanto, procedo ad archiviare la pratica

La pratica della fregatura legalizzata, aggiugerei io....
Elisabetta Bertinotti
(1) L’ingiunzione di pagamento - Modulo europeo è certamente una bella invenzione, ma l’esperienza ci insegna che i tribunali italiani, nonostante ricevino questi documenti importanti da aziende della zona comunitaria, non le trattino affatto.

(2) Sto concludendo proprio in questi giorno un breve studio in collaborazione con un gruppo di colleghi traduttori italiani e francesi che dimostra come in 10 anni  le tariffe di traduzione si siano abbassate di almeno il 25%.