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sabato 10 novembre 2012

‘La Fabbrica europea dei traduttori’ - I giovani traduttori letterari devono conoscerla

Uno spazio denso di contributi e scambi per ricreare e conservare il futuro della traduzione letteraria in Europa.
 
Il plurilinguismo è un segno distintivo della cultura del nostro continente. Per mantenere la diversità linguistica in Europa deve essere organizzata una corretta e equilibrata coesistenza tra tutte le lingue.  Viviamo, infatti, in un ricchissimo mosaico culturale e linguistico saldato da una tradizione secolare di intensi e proficui scambi. La letteratura è vista come un contenitore dove tutte le culture conservono ed incrementano il loro capitale,  scambiandosi valori ed interagendo attraverso la conoscenza reciproca dei propri testi scritti.
 
La traduzione letteraria si situa al centro del dialogo tra culture ed i traduttori letterari vedono nella loro formazione la sfida principale per mantenere alto il livello di questa enorme ricchezza. Le condizioni del mestiere di traduttore letterario sono veramente tra le più disparate in Europa e oltre i suoi confini più prossimi; tale aspetto viene dimostrato e analizzato dal CEATL (Consiglio Europeo delle Associazioni dei Traduttori Letterari) grazie ai numerosi e recenti studi.
 
L’analisi è scientifica e sembra dimenticare l’Italia quale paese di riferimento : più o meno soddisfacente in Olanda e Svizzera, difficile in Francia, in Svezia e in Germania, assai precaria in Grecia, inesistente in Turchia e nel mondo arabo.  Si osserva un invecchiamento del vivaio dei traduttori e in certi casi la perdita di know-how. Di fronte alle difficoltà economiche e alla solitudine dell’esercizio di questa professione, numerosi giovani che cercano di intraprendere il mestiere di traduttore letterario dopo alcuni tentativi, vi rinunciano per sempre.
 
La traduzione è insegnata presso i corsi universitari ma curiosamente sono solo i linguisti ad impartirne delle nozioni  e mai i traduttori affermati. Gli apprendisti traduttori hanno sicuramente bisogno di una formazione professionale che non gli viene quasi mai fornità dagli atenei : i neo laureati non sono pronti per esercitare a pieno il mestiere, necessitano di una reale apprendistato completo e professionalizzante. E se i traduttori dall’inglese verso altre lingue europee sono piuttosto numerosi e competenti, quelli che trattano lingue europee di minore entità hanno enormi difficoltà a trovare e conservare all’estero le competenze necessarie per la diffusione del loro patrimonio letterario e culturale.
 
L’Europa, mirabile crocevia culturale, si trova attualmente di fronte alla sfida di mantenere la sua secolare diversità linguistica e di pensiero. La traduzione letteraria si situa nel cuore del dialogo tra le culture: per capire un’altra cultura è necessario leggerne i libri e alla base, forgiare dei traduttori letterari competenti.
 
Il programma della FET ha come obiettivo di consentire ai giovani traduttori di lavorare accanto a dei 'tutor' (traduttori affermati di grande esperienza e successo) e di meglio conoscere il paesaggio della traduzione e dell’editoria negli altri paesi europei.
 
Ciascun workshop dura 9 settimane. I canditati propongono un progetto personale di traduzione da pubblicare. Secondo la pertinenza di tale progetto e la qualità della traduzione si procede nella scelta di sei candidati per ciascun stage.
 
La "Fabbrica europea dei traduttori" si inspira dall’esperienza realizzata dal 2010 dal CITL ed ha ottenuto il sostegno del programma educativo e formativo dell’UE.