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lunedì 10 dicembre 2012

Supportare il multilinguismo: Italia ottiene una storica vittoria alla Corte di Giustizia Europea - ecco come risponde qualche giorno dopo l’Europa, manovrata dagli stati “rispettabili” che tanto ammiriamo noi italiani...

5 dicembre 2012 - La Corte di Giustizia europea approva il ricorso presentato dal nostro paese contro la sentenza che due anni avallava l’ingiusta norma che consentiva di pubblicare i bandi europei unicamente in tre lingue: tedesco – inglese - francese.
La Corte ha confermato con grande democrazia e equità, che tutte le ventitré lingue Ue hanno un valore paritario ed ufficiale presso l’Uninione.
La « scandalosa » pubblicazione da parte dell’Epso sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, risalente al 2007 riguardava la pubblicazione di un gran  numero di bandi di concorso unicamente redatti in tre lingue: tedesco – inglese - francese. Con essi si richiedeva la conoscenza approfondita di una delle ventitré lingue e l’altrettanto ottima conoscenza di tedesco o inglese o francese, lingue in cui si sarebbero svolti gli esami preliminari e le prove scritte dei concorsi.
Con la massima efficacia, l’Italia ha contestato tale procedura e la mancata pubblicazione integrale dei bandi nelle lingue ufficiali diverse da inglese, francese e tedesco; ha inoltre rifiutato la limitazione nella scelta della seconda lingua al « trio » precedentemente citato per partecipare ai concorsi, comunicare con l’Epso ed effettuare delle prove.
Costituzionalmente, infatti, il regime linguistico dell’Ue definisce come lingue ufficiali e di attività presso le istituzioni tutte le ventitrè lingue attuali dell’Unione, che la Gazzetta ufficiale  deve essere pubblicata in tutte le lingue ufficiali e che i bandi di concorso generali devono essere presenti sella Gazzetta ufficiale. Alla luce di tali inconfutabili elementi è stato recentemente sentenziato che «l’applicazione di tali regole implichi che i controversi concorsi avrebbero dovuto essere pubblicati integralmente in tutte le lingue ufficiali».
Il Ministro per gli Affari europei italiano E. Moavero Milanesi ha commentato con soddisfazione questo importante successo giuridico, aggiungendo che “Con la sentenza della Corte di giustizia dell’UE sul regime linguistico dei concorsi pubblici, il nostro Paese consegue un’importante vittoria”, ricordando poi come “l’Italia sia fortemente impegnata nell’affermare il principio e il valore del multilinguismo e nella tutela della lingua italiana nell’UE », in contrasto alle manovre che tendono a favorire le tre lingue « egemoni », provocando una penalizzazione dei cittadini di madrelingua diversa”.
 
A qualche giorno di distanza è seguita la gaffe del video commemorativo realizzato per celebrare il Nobel per la Pace assegnato all’Europa: l'Italia totalmente dimenticata! Ma è stata solo una svista?
 8 dicembre 2012 – Un’ulteriore cantonata storica da parte del Consiglio dell'Ue, che ha «dimenticato» il ruolo dell'Italia come Paese fondatore ed ha provocato un caso diplomatico con protesta ufficiale da parte del ministero degli esteri italiano, seguito ovviamente dalle pronte scuse della direzione dell'istituzione europea.
Politicamente, l’accaduto ha rinfocolato le polemiche sulla sottovalutazione dell'Italia in Europa, in verità  a pieno titolo tra i principali contribuenti netti al bilancio Ue, mentre sono in corso delicate trattative economiche dove i diritti italiani rischiano di essere in parte calpestati dai soliti stai egemoni e parassiti.
Il caso sorge dalla produzione di un video per la consegna del Premio Nobel per la Pace all’UE, in programma proprio oggi a Oslo.
In genere queste iniziative vengono controllate con estrema perizia geopolitica proprio per non colpire la suscettibilità di alcuni Paesi membri. Francia - Germania - Regno Unito si infuriano quando ritengono trascurati loro interessi nazionali di ogni natura e dimensione.
Nella prima versione del video in questione, con grande stupore, era stato del tutto dimenticato il Trattato di Roma del 1957 che ha sanciva la nascita della Comunità e alcuni dei padri fondatori : E. Rossi, A. Spinelli e A. De Gasperi.
Al contrario, nel polpettone commemorativo sfilavano non certo esempi di virtu’ come  il premier britannico Winston Churchill (convinto antisemita), il presidente François Mitterrand (che negli hanni ottanta aveva dato asilo politico a terroristi/assasini ricercati a livello internzionale come Cesare Battisti) ed altri....
La diffusione del video ha così provocato un crescendo di proteste sul Web. La delegazione diplomatica presso l'Ue conscia di quanto siano importanti questi episodi marginali per il posizionamento in trattative Ue di ben altra rilevanza, ha esteso sua la protesta ufficiale al Consiglio.
Dopo poche ore “magicamente” è riapparsala memoria storica ed è stato confezionato il nuovo filmato con l'aggiunta di immagini di De Gasperi e del Trattato di Roma.

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