venerdì 30 luglio 2010

Lingua francese: perché difenderla dall'inglese?


Con grande impertinenza e coraggio il poliglotta Gérard Araud, ambasciatore francese all’Onu, ha affermato“Non parlo inglese”. Questa è stata certo una provocazione per ricordare che le lingue ufficiali sono sei e ribadire una difesa della lingua nazionale che, non solo in campo diplomatico, perde sempre più terreno rispetto all’inglese, lingua omni-potente e omni-presente.
Sulla questione della lingua si è mosso anche l’ex premier J. P. Raffarin e del problema, la Francia ne discute anche in seno all’UE.
Contro questa logica dell’egemonia linguistica anglosassone, la Francia investe denaro ed energie.
Ed è in questa logica che il Paese sta vivendo in modo schizofrenico la riflessione collettiva sull’identità nazionale, lanciata da Sarkozy per ragioni politiche pre-elettorali (eravamo alla vigilia delle regionali 2010 che ha sonoramente perso) e diluita in un contorto e contraddittorio dibattito che inizia dalla laicità (quest’anno ricordo che mia figlia ha dovuto studiare i cinque pilastri del Corano e la storia dell’Islam nel corso di storia in CM1 – la quarta elementare italiana) alla storia della patria e finisce per arroccarsi sulla lingua.
Un Paese per tradizione non dimentica che la diplomazia d’Europa duecento anni fa si esprimeva in francese. Eppure, è stato il francese Jacques Chirac a intuire che per far comprendere il ruolo e la posizione della Francia nel mondo fosse necessario comunicare in inglese, lingua peraltro parlata poco e male dalla classe politica (Sarkozy stesso non è in grado di parlarla) e della maggior parte dei francesi stessi (sono rimasta scioccata quando ho sentito pronunciare il termini e concetto tipicamente inglese discount come ‘discunt’!).
E’ stato proprio lui ha volere France 24, un canale internazionale di notizie bilingue, che apprezzo molto rispetto agli altri pseudo canali d’informazione come BFM e I-tele.
Fonte: Massimo Nava

giovedì 29 luglio 2010

Altri errori comuni in italiano...


Oggi, pubblico una seconda parte degli errori più comuni tra noi italiani.

Innanzi tutto vorrei pubblicare un'errata corrige comunicata da Marina AITA, che considero molto interessante:

1) In realtà si può dire e scrivere "interpetrare" o "interpretare" (cfr: dizionario Hoepli).

In questo articolo è inoltre considerato un regionalismo:


Un internauta di Roma propone una frase sentita allo stadio veramente divertente, pero' qui non si tratta di strafalcioni ma veramente di ignoranza pura:

"Arbitro cornuto! Quel giocatore espullilo!"

Alcuni errori, per quanto ‘orribili’, potrebbero essere sintomi di una naturale evoluzione linguistica. Prendo l’esempio di "pò" invece di "po'".

Personalmente, questo esempio è solo un grave errore di grammatica, come "qualcun'altro", qual'è" (seppure accettato nei limiti) e tante altre brutture linguistiche causate dalla pura ignoranza.

Ecco qual sono i 106 errori più comuni in italiano estratti da una scheda dello Zingarelli 2011.

Consiglio una rapida ma attenta lettura giusto per evitarli, specialmente nelle traduzioni (d'accordo che c'è il correttore ortografico!).

acce_ll_erare (corretto: accelerare)
ane_dott_ico (corretto: aneddotico)
appro_p_iato (corretto: appropriato)
a_vv_allo (corretto: avallo)
a_re_oporto (corretto: aeroporto)
a_tz_eco (corretto: azteco)
c_à_duco (corretto: cadùco)
Caltani_s_etta (corretto: Caltanissetta)
collu_t_azione (corretto: colluttazione)
collu_tt_orio (corretto: collutorio)
cono_scie_nza (corretto: conoscenza)
co_sce_nza (corretto: coscienza)
ecce_zz_ionale (corretto: eccezionale)
e_cc_heggiare (corretto: echeggiare)
effi_ce_nza (corretto: efficienza)
eg_ì_da (corretto: ègida)
essi_c_are (corretto: essiccare)
este_r_efatto (corretto: esterrefatto)
eva_qu_azione (corretto: evacuazione)
ingegn_i_ere (corretto: ingegnere)
Ma_cc_hiavelli (corretto: Machiavelli)
ment_ó_re (corretto: mèntore)
Missi_sip_i (corretto: Mississippi)
mete_re_ologia (corretto: meteorologia)
peronosp_e_ra (corretto: peronospora)
ri_n_dondante (corretto: ridondante)
sc_e_nza (corretto: scienza)
é, cioé (corretto: è, cioè)
caffé, té (corretto: caffè, tè)
sè, nè, ventitrè (corretto: sé, né, ventitré)
perchè, benchè, affinchè (corretto: perché, benché, affinché)
potè, dovè (corretto: poté, dové)
egli da (corretto: egli dà)
egli fà, stà, và (corretto: egli fa, sta, va)
un di (corretto: un dì)
si [affermazione] (corretto: sì)
ré, tré (corretto: re, tre)
vicere, ventitre (corretto: viceré, ventitré)
blù, sù (corretto: blu, su)
rossoblu, lassu (corretto: rossoblù, lassù)
un pò (corretto: un po')
a mò di (corretto: a mo' di)
qual'è (corretto: qual è)
un'altro, un'amico, buon'amico (corretto: un altro, un amico, buon amico)
un altra, un amica, buon amica (corretto: un'altra, un'amica, buon'amica)
qualcun'altro (corretto: qualcun altro)
qualcun altra (corretto: qualcun'altra)
_à_maca (corretto: amàca)
autodr_ò_mo (corretto: autòdromo)
b_à_ule (corretto: baùle)
bolsc_è_vico (corretto: bolscevìco)
callif_ù_go, febbrif_ù_go (corretto: callìfugo, febbrìfugo)
io cent_è_llino (corretto: io centellìno)
cod_à_rdia (corretto: codardìa)
io d_é_vio (corretto: io devìo)
_è_dile (corretto: edìle)
__èdule (corretto: edùle)
eg_ì_da (corretto: ègida)
elettr_ò_do (corretto: elèttrodo)
eur_è_ka (corretto: èureka)
Fr_ì_uli (corretto: Friùli)
gi_à_cere (corretto: giacére)
gom_è_na (corretto: gómena)
il_à_re [allegro] (corretto: ìlare)
imp_à_ri [non pari] (corretto: ìmpari)
_ì_nfido (corretto: infìdo)
lecc_ò_rnia (corretto: leccornìa)
m_ò_llica (corretto: mollìca)
muli_è_bre (corretto: mulìebre)
Nu_ò_ro (corretto: Nùoro)
persu_à_dere, dissu_à_dere (corretto: persuadére, dissuadére)
p_ù_dico (corretto: pudìco)
r_ù_brica (corretto: rubrìca)
sart_ì_a (corretto: sàrtia)
term_ì_te [insetto] (corretto: tèrmite)
tr_à_lice (corretto: tralìce)
_ù_bbia (corretto: ubbìa)
che essi vad_i_no, vengh_i_no (corretto: che essi vadano)
che egli d_a_sse, st_a_sse (corretto: che egli desse, stesse)
non _mi_ oso di dire (corretto: non oso dire)
vorrei che tu vieni (o venga) (corretto: vorrei che tu venissi)
questo non _ce_ntra! (corretto: questo non c?entra!)
inerente _il_ ? (corretto: inerente al ?)
glissare _il_ (corretto: glissare sul)
redarre (corretto: redigere)
un murale_s_ (corretto: un murale)
un silo_s_ (corretto: un silo)
un vigilante_s_ (corretto: un vigilante)
le spec_i_ (corretto: le specie)
_a_ gratis (corretto: gratis)
l(o)' acme (corretto: l(a)' acme)
percui (corretto: per cui)



mercoledì 28 luglio 2010

Hit degli strafalcioni più diffusi in italiano -regionalismi o altro ancora


Il problema nella nostra lingua sono le differenze regionali. Vi sono errori di pronuncia nella dizione degli accenti e nell'ortografia stessa delle parole.

In Emilia-Romagna e in gran parte del nord l'errore di pronuncia più frequente è dire perchè invece di perché.

In Toscana pésca non si dice riferendosi ad un frutto, ma pèsca.

A Roma i più comuni siano:

i diti, gli orecchi, la guera, a gratis al posto di gratis (settentrionale); imparare al posto di insegnare (meridionale – interessante in quanto anche il francese utilizza “apprenpre” imparare anche per il significato di insegnare)

Sui latinismi a Genova è molto in voga il "plus ultra" senza il non = "questo telefonino è il plus ultra".

Aereoplano invece di aeroplano, aereoporto invece di aeroporto.

biliardo - bigliardo

affiliare – affiliare non sono da considerarsi degli errori ma semplicemente grafie differenti verificabili nel dizionari.

Interessante anche "pasienza" invece di "pazienza" e la pronuncia della S tipicamente meridionale, cioè la S sorda anche in posizione intervocalica e quindi in termini come casa, rosa, naso...

Interpetrare per interpretare è considerato errore, o è un regionalismo? Sarebbe veramente da verificare.

Altri importanti esempi:


persuadére non persuàdere
edìle non édile
accelerare non accellerare
salsiccia non salciccia.
cabina non gabina
purtroppo non pultroppo
bazzecola - bazzeccola
biliardo - bigliardo
affiliare - affigliare
qual è - qual'è
perché - perchè
be' - beh (!?)

Ricordiamo anche rùbrica invece di rubrìca, pultroppo invece di purtroppo.
Altri strafalcioni, "cortello" e "pattuniera".

Un errore comune a Benevento: prociutto invece di prosciutto

Zingarelli riporta birichino e biricchino, anche se "biricchino" è considerata una variante di uso raro.

Al Sud si tende a raddoppiare e infatti viene spontaneo usare "biricchino" così come per molti parlanti siciliani la camicia è "cammicia", il negozio Oviesse è "Ovviesse" e il melone, "mellone".

In alcune regioni italiane quasi tutti mobilieri, invece di parchè (inteso come parquet), anche gli addetti ai lavori dicono palchè. Oppure édile invece di edìle.

Ringrazio tutti i biblitiano che hanno partecipato a La top 10 degli strafalcioni più diffusi in italiano. Ho estrapolato alcuni interventi compilando codesto articolo che replichero’ anche per la lingua francese tra breve nel blog: http://wwwagence-traduction-in.blogspot.com