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lunedì 24 settembre 2007

Associazioni attinenti la nostra professione di traduttori professionali

Scegli la tua associazione e qualificati come traduttore professionale, questa è sicuramente la cosa migliore che puoi fare se intendi proseguire con successo in questa interessante professione:

Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI)Established in 1950, the Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI) is a non-profit organization for translators and interpreters professionals. http://www.aiti.org

Asociación Española de Traductores, Correctores e Intérpretes (ASETRAD) engages in legal, tax, insurance and professional assessment for translators and interpreters, organizes seminars and continuing education programs, and publishes articles of professional interest.http://www.asetrad.org

American Translators Association (ATA)The American Translator Association (ATA), a non-profit association based in the United States, has established an accreditation program to verify that individual translators meet professional standards. http://www.atanet.org

Associação Portuguesa de Tradutores (APT)This is an association for the defense and promotion of the translation profession and of the Portuguese language. http://www.apt.pt

Bundesverband der Dolmetscher und Übersetzer (BDUE)BDÜ is the largest professional association of translators and interpreters in the Federal Republic of Germany. http://www.bdue.de

Canadian Translators, Terminologists and Interpreters Council (CTTIC)CTTIC promotes the training of qualified language professionals through its member bodies, which cooperate with provincial and territorial educational institutions offering programs in translation, terminology, interpretation and related areas. http://www.cttic.org

Institute of Translation & Interpreting (ITI)The Institute of Translation & Interpreting was founded in 1986 as the only independent professional association of practising translators and interpreters in the United Kingdom. http://www.iti.org.uk

La Société française des Traducteurs (SFT) is the national trade association for professional translators in France. http://www.sft.fr

The Institute of LinguisticsThe Institute serves the interests of professional linguists throughout the world and acts as a respected language assessment and accredited awarding body. http://www.iol.org.uk

Organización Mexicana de Traductores (OMT)The Organización Mexicana de Traductores is an association that brings together Mexican translation professionals. http://www.omt.org.mx

Per conoscere meglio il mestiere di traduttore consultare l'articolo: La traduzione : un importante strumento comunicativo e culturale.

Conseguenze del protocollo di Londra che sopprimerà la traduzione di brevetti plurilingue

I brevetti verranno tutti redatti unicamente in lingua inglese. (Questa configurazione favorirà molto i traduttori tecnici madrelingua inglese e questo non è male per loro ma nefasto per gli altri colleghi di altre lingue e nazionalità)La concorrenza di brevetti provenienti dagli Stati uniti e dal Giappone, che giungeranno in maniera più massiccia in Europa. (La libera concorrenza porta sempre degli effetti positivi a patto che tutti siano in grado di operare utilizzando i medesimi strumenti e livelli di efficienza).
Ad esempio in Francia l’8 agosto 2007 questa era la situazione dei numeri :1.240 firmatari della petizione contro la ratifica del protocollo : il 95 % dei traduttori si oppongono a questa ratifica ...
Questa la lettera a N. Sarkozy : clicca qui

E in Italia come ci si muove, il tempo stringe al massimo :
Non tutti la pensano allo stesso modo>>

"Procedura di traduzione. Rinuncia alle traduzioni e procedura unificata nella regolazione delle controversie per i brevetti europei: la Conferenza Governativa degli stati firmatari della Convenzione sul Brevetto Europeo ha approvato a questo proposito, in data 16 e 17 ottobre 2000 a Londra, delle disposizioni orientative. Queste influiscono anche sulla procedura relativa ai brevetti in Svizzera.La Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) consente ai richiedenti di ottenere una protezione delle invenzioni, in tutti o in alcuni degli attuali 19 paesi firmatari della Convenzione, attraverso una procedura unificata. Un problema spesso dibattuto a questo proposito è il fatto che ciascuno di questi stati può richiedere una traduzione del fascicolo del brevetto, da redigersi in una delle lingue ufficiali dell'Ufficio Europeo dei Brevetti (inglese, tedesco o francese), nella propria lingua nazionale. Di conseguenza i costi per un brevetto europeo sono attualmente da tre a cinque volte superiori rispetto a quelli per un brevetto americano o iapponese.

"http://www.ip4all.ch/I/archiv/2000/a112.shtmhttp://www.ige.ch/I/jurinfo/j14106.shtmhttp://www.ige.ch/I/jurinfo/j14104.shtmL'accordo comporta vantaggi e svantaggi, non prendo posizione al momento." Fonte: http://www.proz.com/topic/78401

Chi avrà più ragione degli altri?
Mi attendo reazioni utili per una giusta causa

Una traduttrice Professionale

- La lingua italiana e nuove tecnologie digitali -

Informatica: facile terreno di conquista e contaminazione linguistica

Nell’ultima decade il settore tecnico informatico è diventato un facile terreno di conquista e contaminazione linguistica; osservando tale fenomeno desideriamo identificare i problemi con i quali la lingua italiana è chiamata a confrontarsi. Tuttavia, vista la pluralità degli ambiti linguistici, per ottenere una visione globale è necessario distinguere tre aree lessicali tecniche, attive e distinte:

1. il lessico tecnico ufficiale dell’informatica, qualificata come una disciplina specifica e autorevole
2. il lessico tecnico connesso ai prodotti (apparecchiature hardware e software, servizi, ecc.)
3. il lessico derivante dal Web

Nella seconda area linguistica si sono verificati diversi ed interessanti fenomeni come ad esempio la traduzione forzata di singoli vocaboli, circostanza che non implica necessariamente un sintomo di vitalità di una lingua. Gli esiti comici della traduzione di mouse con topo hanno ad esempio prodotto diversi aneddoti. Ed attualmente, per il parlante nostrano l’uso del termine mouse è ormai totalmente familiare e pienamente accolto nella lingua italiana; vi sono poi i fenomeni di convivenza linguistica in cui sia le locuzioni di origine anglosassone sia i termini italiani (hard disk/disco rigido) sono stati adottati nell’uso quotidiano. Anche le scelte terminologiche attuate durante la localizzazione di software si sono dimostrate decisive nella costituzione dei gerghi informatici. Un esempio concreto proviene da Bookmark, termine presente nell’interfaccia dei principali programmi di navigazione nel quadriennio 1996-2000 e che ora tende a scomparire a seguito dell’inserimento del vocabolo Preferiti da parte di Microsoft® nelle interfacce della versione italiana di Internet Explorer®.

Nella terza area troviamo il bacino grafico e linguistico di Internet, spazio di comunicazione e socializzazione in grado di stimolare la fertilità linguistica anche al di fuori del settore strettamente informatico. In tale serbatoio vi sono espressioni ed abbreviazioni legate alla scrittura veloce in ambiente digitale (email e sms) come gli emoticons (le faccine :-) ;-) per esprime approvazione, intesa, ecc). Le più comuni abbreviazioni (risp per risposta).
Analizziamo ora le ragioni per cui, rispetto ad altre lingue (ad esempio il francese) la nostra lingua sembri stentare a adeguarsi e proporre dei vocaboli originali nel settore informatico. Sussiste, infatti, una relazione particolarmente critica tra la terminologia ufficiale, presente in dizionari, e manuali, ed il linguaggio utilizzato nelle software-house e centri d’elaborazione dati. Tali difficoltà si esplicitano attraverso un’evidente auto-censura dei parlanti italiani e sembra essere la causa dell’apparente sterilità della nostra lingua rispetto ad altre. Il lessico informatico in lingua italiana tende, infatti, a preferire il prestito più che la creazione di nuovi termini. Effettivamente l'inglese presenta alcune peculiarità che lo rendono più efficace rispetto all'italiano. Il suo assetto grammaticale consente una maggiore sintesi (la possibilità di creare delle locuzioni composte che evitano lunghe parafrasi).

Ecco alcuni esempi: il termine usato per designare in inglese un virus informatico che si diffonde sulla rete è worm, ossia "verme". In francese il termine usato è invece ver (verme). In italiano si usa la parola inglese. Tra le due parole non vi è una disparità in termini di lunghezza, quindi il principio di economicità non vale, mentre vale il prestigio dell’inglese tra i parlanti la lingua italiana. Il prestito integrale può rischiare di produrre confusione o incomprensione. Un eloquente esempio è rappresentato dal termine hacker «pirata informatico» che ha dato luogo anche alla formazione di hackeraggio, «pirateria informatica». In altri casi si preferisce adottare l'equivalente letterale: window è reso con finestra, nonostante la presenza del sistema operativo Windows. L’assimilazione dei prestiti inglesi si ha con forme nuove come faxare (v.tr.), derivato di fax. L'italianizzazione dei prestiti si ottiene attraverso la suffissazione. Le forme più comuni sono costruite con i suffissi di uso più frequente nella lingua italiana: -are e -izzare per le forme verbali come; cliccare (premere un pulsante virtuale), digitalizzare (trasformare in formato elettronico), scannerizzare (scansionare).

Infine, in questa Babele di impulsi e risultati c’è chi come il presidente dell’Accademia della Crusca, l'autorevole Francesco Sabatini, prova ad interpellare i cultori dell’esperanto che da anni cercano in vano di diffondere una lingua inventata. E in tal senso dichiara: "provateci seriamente con l'informatica, potrebbe avere un senso, altrimenti quella dell'esperanto rimarrà una chimera (un florilegio di articoli in esperanto)".

Elisabetta Bertinotti
Agenzia Lipsie Languages www.lipsie.com/it

Fonte : http://www.lipsie.com/it/traduzioni_tecniche_informatiche_inglese_italiano.htm

La langue française en danger !

« Le protocole de Londres est un traité qui vise à supprimer la traduction des brevets d'invention. Il a été signé, en 2001, par une majorité de pays de l'Europe du Nord, mais la plupart des pays latins (Espagne, Portugal, Italie, Grèce) et l'Autriche, entre autres, ont refusé de le signer.À l'origine, quelques multinationales françaises, appuyées par la direction du MEDEF (et non la totalité du MEDEF), ont exercé une pression sur les divers gouvernements successifs, relayant une exigence formulée, il y a une dizaine d'années, par l'Office américain des brevets qui avait déclaré « Il faut que le monde entier comprenne que l'anglais est LA langue en matière de propriété industrielle ».A la lecture de cela, j’invite le plus grands nombre de personnes à signer la pétition contre le protocole de Londres qui sera soumise au vote de l’Assemblée nationale le 26 septembre 2007.Pour signer la pétition cliquez ici.

Etant webmaster du site Web de l’agence de traduction www.traduction-in.com, je vous invite également à nous proposer vos articles, considérations, réflexions sur notre page Web :
Agence traduction professionnelle.Merci également de faire passer le message, c’est aussi bon nombres de personnes qui risquent de perdre leur travail !

Cordialement
Charles Chaouat

Contributo alla difesa delle diversità e dell’identità linguistica

Professione: traduttore tecnico in pericolo

Il protocollo di Londra è un trattato che intende sopprimere la traduzione dei brevetti di invenzione. È stato siglato nel 2001 dalla maggior parte dei paesi dell’Europa del Nord, tuttavia la maggioranza di quelli latini (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia) e l’Austria hanno rifiutato di firmarlo.

Questo protocollo prepara, infatti, il terreno al brevetto comunitario mediante l'istituzione di un unico sistema giudiziario comunitario di composizione delle controversie.

A tale riguardo Angela Merkel ha osservato «Siamo fieri della nostra diversità in Europa, ma quando si tratta di brevetti comunitari dobbiamo tentare di contenerla. Non possiamo lasciare le cose come stanno, dobbiamo progredire in qualche modo».

La posizione francese si è delineata grazie alla presa di posizione di qualche multinazionale francese, sostenuta dalla direzione del MEDEF (Movimento delle aziende francese) aderente all’esigenza portata avanti da qualche anno dall’Ufficio americano dei brevetti, che aveva dichiarato a suo tempo: «Bisogna che il mondo intero comprenda che l’inglese è LA LINGUA in materia di proprietà intellettuale». Ma nella realtà dei fatti il Protocollo di Londra "consentirebbe ai paesi firmatari di presentare brevetti in sole tre lingue (inglese, francese e tedesco) riducendo di conseguenza il numero di traduzioni richieste".

Il mercato della traduzione rischia così di perdere 40 milioni di Euro.

In Europa un settore importante dell’attività di traduzione rischia di essere minacciato direttamente dal Protocollo di Londra che sarà sottoposto al parlamento francese proprio il prossimo 26 settembre 2007, data cruciale poiché con l'eventuale adesione della Francia la misura entrerebbe in vigore in tutta Europa .

Il protocollo, tra l’altro, implica la soppressione dell’obbligo legale di tradurre dei brevetti di invenzione verso le altre lingue. I suoi effetti immediati e a catena annunciano la lenta scomparsa della nostra professione – almeno nei suoi risvolti tecnici - e il primo deciso passo verso l’anglicismo generalizzato.

Le conseguenze saranno pesanti per numerossimi professionisti della traduzione con la soppressione di oltre 2.000 impieghi (traduttori indipendenti, società di traduzione, personale amministrativo, ecc.).
Di punto in bianco oltre 500 traduttori professionisti si troveranno senza impiego e nell’obbligo di riconvertirsi in un altro ambito della traduzione.

Se desiderate impedire che tutto ciò avvenga firmate la petizione al link seguente:
http://www.lapetition.be/petition.php?petid=217

Elisabetta Bertinotti
Siti professionali :
Traduzioni tecniche
Agenzia di traduzioni professionali

Fonti :
Traduzione brevetti
Traducteur technique - Pétition